TERRITORI & VITIGNI
  • 29 DICEMBRE 2013
  • 2 min
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PALLAGRELLO: la vigna dei monti del Matese

Pallagrello (o Pallarello) è il nome tradizionalmente attribuito ad un vitigno autoctono dei monti del Matese della provincia di Caserta. Nel dialetto locale, pallarello significa infatti "rotondetto", in riferimento agli acini del grappolo, che han...

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Redazione Wine at Wine

PALLAGRELLO: la vigna dei monti del Matese

Pallagrello (o Pallarello) è il nome tradizionalmente attribuito ad un vitigno autoctono dei monti del Matese della provincia di Caserta.

Nel dialetto locale, pallarello significa infatti "rotondetto", in riferimento agli acini del grappolo, che hanno forma piccola e tonda. È uno dei pochi casi di vitigno a bacca bianca e rossa.
Originario delle colline caiatine, se ne hanno numerose risultanze storiche, riconducibili secondo alcuni addirittura alla Pilleolata romana. Famosissimo sino a tutto l'Ottocento, se ne traeva uno dei vini favoriti dai Borboni.

Un vino storico, valorizzato da Ferdinando IV di Borbone per la bellezza della vigna, che decise di valorizzare ordinando ai sui giardinieri la creazione della Vigna del Ventaglio: «Un semicerchio – si legge in una descrizione del 1826 – diviso in dieci raggi, tanto somigliante ad un ventaglio che ne ha preso e ritenuto il nome. Ciascun raggio, che parte dal centro, ov'è il piccolo cancello d'ingresso, contiene viti d'uve di diversa specie». Nei dieci raggi, altrettante diverse qualità di uve, tutte del Regno delle Due Sicilie, ma solo due campane: il Pallagrello bianco e nero, varietà all'epoca denominate Piedimonte bianco e rosso dal luogo di provenienza.

«I vini di questa contrada – si legge in un Dizionario geografico del ‘700 – sono eccellenti così bianchi come rossi, e sono de' migliori del Regno così per loro qualità, e natura, come per la grata sensazione che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi ne' pranzi».

I Borbone lo offrivano come regalo di pregio ai propri ospiti e lo includevano, con il nome di "Piedimonte rosso" (vista la provenenienza dall’omonima zona del  matese), tra i vini presenti nei menu e nelle carte dei vini per le grandi occasioni, accanto ai più titolati vini francesi
Poco produttivo, molto delicato, seguendo il destino di gran parte dei vitigni autoctoni della Campania, il Pallagrello fu messo da parte all'inizio del ' 900 in favore di piante più resistenti e maggiormente produttive, fino alla “riscoperta” ad opera di Peppe Mancini negli anni ’90 e di alcuni imprenditori casertani.
I grappoli sono piccoli, del peso massimo di 150 grammi, con acini perfettamente sferici (da cui il nome di piccola palla).
Il Pallagrello bianco si vendemmia a metà settembre, il Pallagrello nero è invece un’uva di “terza epoca”: si vendemmia infatti fra fine ottobre e inizio novembre.

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