TERRITORI & VITIGNI
  • 22 DICEMBRE 2014
  • 3 min
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Roscetto l’eleganza di un autoctono

Se mi passate la definizione di terroir come il connubio tra l’uomo, profondo conoscitore del proprio territorio e le uve attraverso le quali riesce a veicolarne le peculiarità e farne esprimere tutto il potenziale, in questo caso siamo sicuramente d...

Luca Tadeu Ghiara

by Luca Tadeu Ghiara
Sommelier

Roscetto l’eleganza di un autoctono

Se mi passate la definizione di terroir come il connubio tra l’uomo, profondo conoscitore del proprio territorio e le uve attraverso le quali riesce a veicolarne le peculiarità e farne esprimere tutto il potenziale, in questo caso siamo sicuramente di fronte ad una grande espressione di terroir .
Il vitigno in questione , veicolo di eleganza, è il Trebbiano giallo , menzionato per la sua qualità dal naturalista Giuseppe Acerbi e descritto come uva dalla “polpa duracina e zuccherina”.
Coltivato in molte regioni come Lazio, Lombardia, ma anche Puglia, Umbria e Veneto, trova nella provincia di Viterbo , precisamente nella zona di Montefiascone, il suo terreno d’elezione.
Da queste parti è meglio conosciuto come Roscetto a causa del colore “ quasi rosso” che prende la buccia dell’acino una volta maturo ed è parte integrante insieme al Trebbiano toscano e alla Malvasia puntinata della DOC più rappresentativa della zona : l’Est Est Est di Montefiascone , nella quale è previsto in una percentuale che va dal 25 al 40 % .

Particolarmente elegante è la versione che di questo vino tradizionale del Lazio propone la cantina Falesco nel cru “Poggio dei Gelsi” dove il Roscetto predomina con il 40% sulle altre due varietà fatte esprimere in proporzione eguale tra loro .
Grazie ad una oculata gestione in vigna, alla coltivazione su terreni scelti di lapillo, nonché a tecniche di cantina che permettono l’estrazione della frazione aromatica contenuta nelle bucce, quest’uva regala tutto il suo apporto ad un vino, che oltre a poter durare nel tempo per un periodo piuttosto lungo per la sua tipologia (se ben conservato: fino a due anni ), si presenta equilibrato e fresco nel quale spiccano note floreali e sentori di frutta matura, con un finale minerale che sottilmente rievoca i terreni lavici dell’areale intorno al lago di Bolsena dove è coltivata.
Se però volete sapere come il Roscetto si può esprimere da solista, dovete provare il Ferentano, la versione “in purezza” offerta dalla cantina dei fratelli Cotarella.
Questo vino dal grande estratto si presenta al contempo sontuoso ed esuberante. 
Dal colore giallo dorato, nel bicchiere si fanno spazio profumi di frutti esotici ed agrumi ben amalgamati con una sottile nota di burro fuso che attenua i sentori fruttati rendendo il vino accattivante e il naso pronto per cogliere un finale tutto minerale con rimandi alla pietra focaia che è il marcatore tipico del rapporto tra il vitigno e le colline lacustri.
In bocca ripresenta perfettamente la progressione precedentemente declinata, mantenendo una buona l’acidità e regalando una lunghissima persistenza gustativa.
Da provare con innumerevoli piatti e tra i più disparati: da arrosti di carne bianca o di pesce, a preparazioni più complesse dal sapore agrodolce.

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