ABBINAMENTI E RICETTE
  • 16 OTTOBRE 2014
  • 3 min
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Bagna Cauda e Barbera, sapori inimitabili

Bagna cauda accompagnato dal Barbera d’Asti Superiore Favà della Tenuta Garetto La bagna cauda (salsa calda in italiano) è uno dei tanti piatti della tradizione regionale italiana che rendono unica la nostra cucina in tutto il mondo.Una pietanza par...

Paolo Zordan

by Paolo Zordan
Sommelier & Critico

Bagna Cauda e Barbera, sapori inimitabili

Bagna cauda accompagnato dal Barbera d’Asti Superiore Favà della Tenuta Garetto

La bagna cauda (salsa calda in italiano) è uno dei tanti piatti della tradizione regionale italiana che rendono unica la nostra cucina in tutto il mondo.
Una pietanza particolare e carica di personalità e proprio per questo è uno di quei piatti che già da subito o li si ama o li odia, non esistono le vie di mezzo.

Preparato con ingredienti “poveri” e rustici, ma che una volta miscelati e lasciati cuocere a fuoco lento rendono questa portata inimitabile.

La preparazione e la cottura richiedono molte ore, gli ingredienti base sono: aglio, acciughe e abbondante olio; anche se, nelle varie versioni e rivisitazioni moderne, sono comparsi ingredienti come la panna che hanno la sola funzione di rendere più delicati i sapori e mitigare gli effetti postumi.

Una cosa può saltare all’occhio è: perché tra gli ingredienti di un piatto tradizionale piemontese, ritroviamo le acciughe?

La risposta sta nel fatto che questo pesce azzurro si presta bene alla conservazione sotto sale e veniva largamente utilizzato come merce di scambio, moneta dell’epoca,  dai commercianti liguri che venivano a far provviste in Piemonte.

Anche la sua consumazione è quasi un rito: ogni commensale ha infatti davanti a se, al posto del piatto, una nelle tradizionali “scodelle” studiate appositamente per la bagna cauda. Esse hanno una struttura a due livelli: nella parte superiore vi è il contenitore per la bagna ed al di sotto uno spazio per un lumino che, una volta acceso, con la sua fiammella ha la funzione di mantenere sempre caldo il preparato.
Come tutte le salse, anche questa viene accompagnata ad altri prodotti; nel nostro caso sono gli ortaggi tipici piemontesi quali il peperone di Carmagnola, il cardo gobbo di Nizza Monferrato  o il ciapinabò (piccolo tubero),  che una volta adeguatamente tagliati, potranno essere utilizzati come cucchiai per prendere la bagna cauda.

L’abbinamento più classico, ma anche il più azzeccato, con questo piatto è con un vino del territorio che presenta le stesse caratteristiche di personalità del cibo. Mi riferisco alla barbera d’asti.
Io ho preso in considerazione una bella cantina che, nemmeno a farlo a posta, si trova ad Agliano TermeBarbera d’Asti Superiore “Favà” della Tenuta Garetto.

Un vino complesso e ricco di profumi fruttati e speziati che con la sua buona struttura saprà sostenere al meglio le intense e prolungate sensazioni gustative del piatto. L’alcolicità e l’elegante tannicità, donata dall’affinamento di circa un anno in legno, ci aiuteranno a “pulire” il palato dalla untuosità tipica di questo cibo.
Sicuramente questa non potrà essere una esperienza per tutti i palati, ma chi saprà apprezzarne la genuinità, la schiettezza e le sensazioni un po’ retrò porterà con se un ricordo piacevolmente indelebile.

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