ABBINAMENTI E RICETTE
  • 16 DICEMBRE 2013
  • 2 min
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Che vino bere con il risotto alla zucca?

La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come ad esempio l’anguria, ed è un frutto arrivato dalle Americhe grazie ai viaggi del XVI secolo. È in gran parte costituita da acqua (circa l’80 %), quindi da grassi (9%), carboidrati (8%) e pro...

Alessandro Genova

by Alessandro Genova
Degustatore solo x 24h

Che vino bere con il risotto alla zucca?

La zucca appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come ad esempio l’anguria, ed è un frutto arrivato dalle Americhe grazie ai viaggi del XVI secolo. È in gran parte costituita da acqua (circa l’80 %), quindi da grassi (9%), carboidrati (8%) e proteine (3%). Noi l’abbiamo utilizzata per preparare una versione di risotto assieme alla provoletta affumicata.

Abbiamo voluto provare l’abbinamento tra questo risotto alla zucca con un Fiano d’Avellino donatomi dal mio amico Francesco. Per l’esattezza parliamo del Fiano d’Avellino 2009 di Colli di Lapio, azienda condotta da Clelia Romano, vino capace di attraversare il tempo e di esprimere 13,5° alcolici.

Ingredienti utilizzati per 4 persone:

  • 4 etti di riso carnaroli
  • 500g di zucca
  • 1 cipolla dorata
  • 150 gr. di provoletta affumicata
  • 1 l. di brodo vegetale
  • Olio extra vergine d’oliva
  • Cacio cavallo siciliano grattugiato

Prepariamo il piatto:

la zucca e la cipolla sono state prima sbollentate e poi frullate assieme. Quindi unite al riso, cucinando il tutto nel brodo vegetale aggiunto a poco a poco. La cottura è durata un quarto d’ora circa, quindi è stata aggiunta la provoletta, un filo d’olio e infine grattato il cacio cavallo.

Il risotto nei suoi principali ingredienti presenta le seguenti caratteristiche gusto-olfattive:
­    riso: leggera aromaticità e tendenza dolce;
­    zucca: dolcezza e aromaticità
­    provoletta affumicata: grassezza, aromaticità.
­    cipolla: tendenza dolce e aromaticità
­    brodo vegetale: sapidità, aromaticità e succulenza.

La preparazione si caratterizza principalmente per l’aromaticità e per la tendenza dolce.

Il vino è stato lavorato in acciaio con una sosta invernale in vasca e l’imbottigliamento nel giugno successivo alla vendemmia. Quindi il lungo affinamento in bottiglia.
Vino cristallino di un bellissimo colore giallo oro intenso, consistente nel bicchiere. Al naso esprime articolati profumi di frutta esotica come ananas, mango, banana assieme a toni speziati di cannella e coriandolo, note smaltate, un soffio di tiglio e salvia e un accenno di mandorla amara nel finale.
La bocca è ampia, sontuosamente morbida e rotonda ma con una componente fresca e sapida assolutamente non intaccata dagli anni. Lunghissima la persistenza gusto-olfattiva.


Ma com’è andato l’abbinamento cibo-vino?

L’acidità, la sapidità e il buon corpo del vino si sono correttamente contrapposti alla tendenza dolce del cibo oltre che alla succulenza data dal brodo, alla grassezza del formaggio e all’untuosità dell’olio extravergine. Al tempo stesso, la morbidezza, la persistenza aromatica e i profumi del Fiano hanno bilanciato l’aromaticità della pietanza.

Abbinamento sostanzialmente corretto.

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