VINI ROSSI
  • 14 MARZO 2016
  • 2 min
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Barbera del Sannio Castelvenere: frutto della tradizione

Sapevate che Barbera non è solo un’uva piemontese? No non hanno tentato di sperimentare e piantare viti di questo tipo nel Sannio; semplicemente siamo di fronte ad un’omonimia! Certamente meno conosciuta della cugina, quest’uva gli somiglia davvero ...

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Redazione Wine at Wine

Barbera del Sannio Castelvenere: frutto della tradizione

Sapevate che Barbera non è solo un’uva piemontese? No non hanno tentato di sperimentare e piantare viti di questo tipo nel Sannio; semplicemente siamo di fronte ad un’omonimia!

Certamente meno conosciuta della cugina, quest’uva gli somiglia davvero molto poco!

Penalizzata dal nome altisonante, come accade talvolta con i figli (ed in genere i parenti) d’arte; la storia della Barbera del Sannio è davvero misteriosa e si arricchisce di anno in anno di nuove versioni.

Questo particolare vitigno è, in modo indissolubile, legato al nome di Michele Pacelli che, dopo la seconda guerra mondiale, sperimentò l’allevamento di questo vitigno difficile oramai rinvenibile quasi solo nella zona di Castelvenere.

Una resa limitata, difficoltà di vinificazione, acino delicato hanno allontanato negli anni i viticoltori.

La famiglia Pacelli è una di quelle che ci ha creduto! In barba(tella) rispetto a ciò che gli altri facevano, dicevano o consigliavano ed oggi producono questo Sannio Barbera in purezza.

Nel calice si presenta con un colore rosso rubino scintillante, al naso molto più fruttato del Barbera piemontese, dolce e rotondo; si avvertono in modo sinuoso ma intenso i sentori di frutti rossi. Appare già prima di portarlo a contatto col palato, un vino allegro e fresco. In bocca è elegante, slanciato, fresco, dotato di una spiccata acidità ed una persistenza che non mi aspettavo.

Credo che il nome Barbera lo penalizzi tanto, come per il Fiano Minutolo di cui abbiamo già parlato; bisognerebbe risolvere queste pesanti omonimie che spesso generano confusione nel consumatore.

Io l’ho abbinato a delle cosce di pollo cucinate in modo semplice con aglio e rosmarino; mi ha dato soddisfazione.

Un prodotto che ricomprerei più volte, appartenente alla famiglia di quei rossi eleganti che sono spesso oscurati al sud dai fratelli più robusti.

Io l’ho apprezzato.

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