La parola “Novello” lascia presumere ad occhi meno esperti che si tratti semplicemente di un vino nuovo, appena fatto!
Ciò che cambia è in realtà il metodo di lavorazione, siamo quindi davanti a due prodotti sostanzialmente diversi.
I vini novelli vengono infatti prodotti utilizzando una tecnica, detta Macerazione Carbonica, ideata da un equipe di ricercatori francesi nel 1934.
Nell’immaginario comune quando si parla di produzione del vino si pensa subito alla pigiatura, in realtà con questo metodo di lavorazione questa fase non è prevista.
Sostanzialmente l’uva non “pigidiraspata” viene chiusa ermeticamente in una cisterna saturata di anidride carbonica per periodi che variano tra i 5 ed i 20 giorni ad una temperatura di circa 30° .
Gli strati superiori di uva, grazie al loro peso, schiacciano i chicchi di uva posti nella parte inferiore della cisterna e li rendono mosto.
Quest’ultimo comincia a fermentare, a causa di enzimi presenti nell’uva, e si trasforma in Alcol ed anidride carbonica.
A questo punto i chicchi ancora integri sono obbligati a modificarsi per adattarsi all’ambiente e cominciano una sorta di “fermentazione interna” detta anche “autofermentazione”.
Durante questa fase, grazie ad enzima malico, glicerolo, metanolo, acetato d’etile, acetaldeidi ed aminoacidi, le bucce degli acini donano pigmenti alla polpa che sprigionerà sostanze aromatiche.
Il prodotto risultante da questo processo sarà morbido e fragrante; l’uva avrà un’acidità inferiore rispetto alla fase iniziale e profumi come la fragola, il mirtillo ed il lampone arricchiranno il nettare.
Giunti a questa fase il composto viene pigiato delicatamente e posto in tini di fermentazione dove terminerà, in circa tre giorni, la trasformazione degli zuccheri in alcol.
Il vino Novello è piacevole e semplice e va consumato rapidamente, solitamente è consigliabile berlo prima della primavera successiva alla vendemmia.
In Italia la produzione è disciplinata dal decreto Ministeriale 6/10/1989 e prevede che il vino ottenuto, perché possa definirsi “Novello”, deve contenere almeno il 30% di uve lavorate con macerazione carbonica e deve essere imbottigliato entro il 31 dicembre dell'anno di vendemmia, ma non può essere commercializzato prima del 6 di novembre dello stesso anno.
Il Beaujolais Nouveau è un vino prodotto con la stessa tecnica ed una legislazione più rigida in Francia.
Nel paese della Torre Eiffel però il vino deve essere prodotto utilizzando esclusivamente uve Gamay lavorate al 100% con macerazione carbonica.
La messa in vendita al dettaglio di questo vino è possibile a partire dalla mezzanotte del terzo mercoledì di Novembre dello stesso anno in cui è stata effettuata la vendemmia.





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